Roma – Juventus, le pagelle 2019

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Roma – Juventus, le pagelle 2019

ROMA

Mirante 7,5: uomo chiave del match è lui che non segna ma nemmeno fa segnare la Juventus salvando i suoi in maniera nitida ben 3 volte. Forse la Roma aveva già il suo titolare.

Florenzi 7: le cose migliori, al solito, quando ha la possibilità di spingere, appena trova lo spazio se lo prende tutto e senza timore affonda nella difesa bianconera trovando lui il gol del vantaggio.

Manolas 7: indiscutibile il greco che ancora una volta conferma di essere tra i migliori difensori del torneo, più di tutto abile a leggere e chiudere ogni traiettoria pericolosa.

Fazio 6,5: stoico, sebbene non abbia nella rapidità il suo piatto forte, la gara va sulle sue corde e lui può mettere la sua fisicità dove e quando serve.

Kolarov 6: partita onesta, senza picchi particolari sebbene è lui più di tutti a dare il via alla manovra prendendo spesso palla e forse per questo più bloccato nella sua zona di campo.

Zaniolo 6: corrente alternata, cose buone e cose cattive per il talentino giallorosso che però dall’addio di Di Francesco appare essersi smarrito almeno sul piano della fiducia.

Nzonzi 6: parte col freno a mano tirato, poco incisivo ma solido, nella ripresa cresce andando a prendersi le sue misure in mezzo alla mediana e piazzarsi a scudo davanti alla difesa.

Pellegrini 6: partita discreta per un giocatore che si vede non è al top della forma, parte bene, brillante e volitivo ma cala clamorosamente alla distanza (dal 67’ Cristante 6: svolge il compitino, fa il suo senza voli pindarici).

Kluivert 5,5: una stagione da oggetto del mistero e stasera non fa differenza, pochi spunti, poche accelerazioni, poca qualità eppure sappiamo ne ha. In positivo il lavoro tattivo (dal 78’ Under 6,5: entra bene, da verve e brio all’azione offensiva, dal suo piede nasce il gol del raddoppio).

El Shaarawy 6,5: per la mole di gioco che crea stasera meritava sicuramente di più ma manca di precisione nell’ultimo tocco e questo gli costa tra le altre cose un gol.

Dzeko 7,5: stasera fa il centravanti vecchio stampo, per buona parte della gara pare assente, ininfluente, poi due palloni, solo due, utili e lui gira la partita indirizzandola sulla vittoria.

 

JUVENTUS

Szcezsny 6: salva i suoi su El Shaarawy, fa il suo sulle uscite però la difesa stasera l’ha abbandonato a se stesso, sui gol davvero non poteva alcunché.

De Sciglio 5,5: di fronte ha un El Shaarawy indiavolato che lo mette a più riprese in difficoltà, cerca di tenerlo come può ma l’egiziano stasera ne aveva per pochi (dall’85’ Cancelo s.v.).

Caceres 5,5: partita discreta, sopperisce con determinazione laddove la brillantezza non è più quella dei bei tempi ma con l’incedere della gare le ruggini si notano.

Chiellini 5: bene a tratti molto però concede due incertezze che non sono nel  suo repertorio e la Roma va due volte a segno. Deleterio il tentativo di uscita palla al piede sul primo gol.

Spinazzola 6: tiene bene un poco pungente Kluivert ma le sue sortite offensive sono poco efficaci sebbene provi più volte ad occupare spazio nella mediana avversaria.

Can  6: ci mette grinta e coraggio per guidare il centrocampo bianconero non sempre gli riesce però la voglia di imporsi va premiata.

Pjanic 6: la regia gli riesce a tratti, prova ad imporre il ritmo del gioco e della manovra, stasera però gli è riuscito a tratti (dal 71’ Bentancur 5,5: entra nel momento peggiore, la squadra ha mollato e lui non riesce a trovare tempi e misure).

Matuidi 5,5: prova a spingere ma è più spesso costretto a ripiegamenti per andare a chiudere e salvare in almeno un paio di occasioni, non una serata brillante per lui come per la squadra (dall’84’ A.Sandro s.v.).

Cuadrado 5: le ripartenze che gli sono concesse sono un invito a nozze, lui però ci arriva con troppa sufficienza e finisce per sprecare chance ottime.

Dybala 5,5: sicuramente un ottimo Mirante ma anche un argentino poco continuo nell’incedere del match, ha idee e qualità ma gli manca la convinzione e la determinazione per fare il salto di qualità.

C.Ronaldo 5,5: predica nel deserto, lui che ha sempre voglia di arrivare, fare, segnare soprattutto. Finisce per perdersi in se stesso perché la squadra non lo segue.

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