Roma – Parma, le pagelle

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Roma – Parma, le pagelle

PARMA

Mirante 6,5: ha confermato che il ruolo di secondo gli andava stretto, suoi interventi ancora decisivi anche stasera contro un Parma che ci ha provato, sul gol poteva poco.

Florenzi 5,5: l’emozione gli gioca uno scherzo poco simpatico, sente tutto il peso del testimone che ora De Rossi gli lascia, non è tranquillo e si vede.

Juan Jesus 6,5: tiene a bada Gervinho per buona parte della gara, quando è dalla sua l’ivoriano non ha lo spazio per colpire, l’Olimpico plaude la sua grinta.

Fazio 5,5: prova la solita gara di sostanza e solidità ma quando dalla sua arriva l’ivoriano finisce per mostrare qualche pecca e non a caso arriva il gol.

Kolarov 5,5: non una prestazione positiva dovuta forse anche ad un ambiente che in fondo non l’ha mai accettato appieno. Non appare mai fluido nelle giocate.

De Rossi 6,5: giudichiamo la prestazione, non la carriera, esce nel momento del massimo sforzo lui che pareva non averne più dopo una gara al solito giocata fino all’ultima goccia di sudore (dall’81’ Under 6,5: entra e trova il passaggio che determina la vittoria, missione compiuta).

Pellegrini 7: la presenza di De Rossi l’ha sempre motivato a dare quel qualcosa in più non a caso stasera suda sette camicie e trova la rete cercando sempre di dare qual qualcosa in più.

El Shaarawy 5,5: stagione conclusa in controtendenza, la verve pare svanita, arriva scarico e forse il momento di ricaricare le batterie si è fatto vivo novanta minuti prima del previsto.

Pastore 6: gioca trenta minuti nei quali si vede il giocatore che per anni abbiamo ammirato e sperato rivedere in Italia, purtroppo solo trenta minuti, sintesi di una stagione incompiuta (dal 57’ Cristante 6: entra e svolge il compitino provando a trovare lo spunto ma senza riuscirci).

Perotti 7: si riprende il ruolo che doveva essere suo da inizio stagione, alla fine le sue reti sono fondamentali e si vede che il suo apporto è mancato nell’arco dell’anno.

Dzeko 5: forse l’ultima in maglia della Roma ma un addio amaro per una prestazione opaca, chiude così un anno nel quale ha vissuto momenti molto difficili (dal 63’ Schick 5: riesce a confermare di essere fuori dagli schemi aldilà del tecnico, il problema è un altro e deve risolverlo e rilanciarsi).

PARMA

Frattali 6: esordio in un momento che ricorderà sempre per vari motivi, nel merito si dimostra affidabile e puntuale negli interventi quando può, sulle reti non aveva molto da dire.

Iacoponi 5,5: bene in contenimento in avvio, sa che dalla sua la Roma spinge e gioca basso ed accorto, peccato sul gol dove arriva in affanno ed impreciso (dal 78’ Gazzola s.v.).

Alves 6: prestazione positiva per un’annata positiva nella quale ha confermato di poter dare ancora qualcosa aldilà delle primavere alle spalle sia sul piano tecnico che fisico.

Gagliolo 5,5: peccato per la deviazione, stasera aveva in realtà sofferto poco sia Dzeko che Schick, ma gli episodi incidono e purtroppo vanno tenuti in considerazione.

 

Gobbi  6: stasera El Shaarawy non era in partita, lui capisce l’antifona e lo tiene a bada con sagacia e furbizia, chiuderà la stagione con grande professionalità.

Kucka 5: gara poco appariscente sia in fase offensiva che in fase di copertura dove non trova le misure coi compagni e soffre più del solito.

Stulac 5,5: conferma che deve crescere ancora sotto il piano del ritmo di gioco, troppo sornione, serve rapidità di piede e di pensiero per imporsi in A, le qualità ci sono (dal 66’ Pepin 6: prova a svolgere il compitino, gli riesce discretamente).

Dezi 5: la botta con la massima stagione è stata difficile, pare in difficoltà ampiamente nel tenere il passo con gli avversari.

Sprocati 5: il laziale che è in lui si sveglia in vista di un derby ma si riaddormenta subito, prova a fare bene cercando la giocata ma non entra mai nel vivo (dal 90’ Diakhate s.v.).

Ceravolo 5,5: in una gara dove deve fare a spallate con Juan Jesus e Fazio per trovare spazio ed incidere nella gara, però non riesce a farlo con buona continuità.

Gervinho 6,5: quando va dalla parte di Juan Jesus non trova spazio, capisce l’antifona e si sposta di lato trovando la profondità ed il gol che ridà vita alla gara.

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