Rissa Gasperini-Gomez? Le ultime

Stasera l’Atalanta scenderà in campo contro l’Ajax per conquistare la qualificazione agli ottavi di finale Di Champions. Ma quello che è salito agli onori della cronaca nelle ultime ore non è il percorso di avvicinamento alla partita, fatto di allenamenti, di partitelle, di tattica e dichiarazioni ai giornalisti più o meno scaramantiche.

La stampa della città bergamasca ed alcuni bene informati (le tanto famose “talpe” dello spogliatoio insomma) raccontano di un diverbio sfociato addirittura in rissa tra il tecnico Gasperini ed il capitano Alejandro Gomez durante l’intervallo dell’incontro disputato contro il Midtjylland il 1 dicembre scorso; la partita. terminata con il punteggio di 1 a 1 contro la modesta formazione danese. parrebbe aver fatto esplodere quindi certi malumori in seno alla squadra orobica.

Sembra ieri (e praticamente lo è) che l’Atalanta dava lezione di calcio ad Anfield contro il Liverpool sconfiggendo la squadra di Jurgen Klopp dopo 65 partite di imbattibilità nel loro leggendario stadio; tutto bello e tutto dorato il 25 novembre data dell’impresa ma una settimana dopo, complice la prestazione sottotono, Gomez avrebbe addirittura rifilato un pugno al suo allenatore dopo una litigata epocale.

E cosa ancora più grave, dal punto di vista di Gasperini, è l’appoggio incondizionato che lo spogliatoio avrebbe dato al proprio capitano nella vicenda. Da qui l’esclusione dalla lista dei convocati per la partita contro l’Udinese (poi rinviata per maltempo) del Papu e di Josip Ilicic, tra i primi a schierarsi a favore del giocatore argentino.

Le dichiarazioni di Gasperini

Chiaramente la vicenda è condita dai “se”, dai “forse” e dai “dovrebbe” ma quando, alla vigilia di un match così importante, perfino l’allenatore di Grugliasco spesso diretto e senza peli sulla lingua, si trincera dietro a risposte evasive, i dubbi emergono in tutta la loro veridicità.
Infatti, a precisa domanda di un giornalista “Si parla di uno spogliatoio agitato. Il Papu ha decantato?” Gasperini si è espresso così: “L’impegno di domani è decisivo per la qualificazione, avremmo fatto la firma per arrivare con due risultati. Il nostro impegno è rivolto a questo momento. Il prossimo anno l’Atalanta sa di giocare ancora in Coppa. Puntiamo a superare il turno, la partita di andata ci ha dato buone sensazioni. Il resto non conta? Questa è la partita più importante”.

Quale il futuro?

Gli addetti ai lavori raccontano che molto è nato dalle continue e crescenti richieste del tecnico alla squadra di impegno e di sacrifici, richieste che, in un anno condito da altre tipologie di preoccupazioni, hanno fatto storcere il naso a molti giocatori. E Gasperini, conscio che qualcosa si era rotto tra di lui ed i proprio giocatori, aveva già presentato le proprie dimissioni al termine del match contro i danesi.

Dimissioni respinte dalla società. L’impressione è quella che si navigherà a vista, si proverà a passare il turno per incamerare i lauti guadagni dettati dalla Champions League e durante la pausa natalizia si tenterà di ricucire. Ma l’impresa, se le voci saranno confermate, sembra ardua molto più della sfida di stasera.

46 anni, progettista aeronautico e navale, nato in Kenya, da sempre cittadino del mondo, un bimbo di due anni con cui mi perdo a giocare ed una moglie fantastica. E 25 anni di fantacalcio...