Mondiali ogni due anni, i calciatori rifiutano la proposta

La federazione internazionale dei calciatori professionisti si è schierata contro la proposta della Fifa di aumentare i Mondiali ad uno ogni due anni.

Mondiali
La Fifpro avrebbe proposto di condensare gli impegni in Nazionale

Come avevamo già scritto in passato l’idea proposta dalla Fifa di aumentare i Mondiali ad uno ogni due anni non sta trovando molti consensi. Dopo essere stata bocciata dalla Uefa la proposta ha trovato “muro” anche da parte della Fifpro, la federazione internazionale dei calciatori professionisti.

Quest’ultimi, infatti, avrebbero ribattuto come alla base del dibattito ci siano puramente interessi commerciali. Il leader del sindacato, invece, Jonas Baer-Hoffmann, avrebbe chiesto a gran voce una riforma ragionevole ed efficace per diminuire gli impegni dei calciatori che con calendari così fitti rischiano di farsi male seriamente.

La Fifpro ha dimostrato come ci sia stato un considerevole aumento delle partite giocate in un anno

Hoffmann si sarebbe quindi lasciato andare ad un duro sfogo attaccando le istituzioni. Quest’ultime, infatti, non avrebbero una visione generale delle cose ma guarderebbero puramente agli interessi economici delle diverse competizioni. Infine, l’uomo ha chiuso il discorso ribadendo come i dibattiti sul calendario e quello sulle competizioni siano molto diversi e non vadano mischiati fra loro.

C’è stata, invece, un’apertura per quando riguarda la condensazione degli impegni nelle nazionali dei giocatori. Gli atleti, infatti, preferirebbero ridurre gli spostamenti al minimo, anche per non affaticare il fisico, e non fare avanti e indietro dai propri club. La Fifpro, inoltre, ha portato all’attenzione della Fifa un preoccupante dato sul numero di partite giocate.

Prendendo ad esempio 265 giocatori internazionali, infatti, il sindacato ha dimostrato come quest’ultimi abbiano giocato in media il 67% del proprio tempo di gioco annuale nel 2020-2021 con meno di cinque giorni di riposo tra due apparizioni. Un dato che dimostra un serio aumento del numero di partite annuali e che rischia di minare il fisico di diversi atleti.