Fabio Capello: “Cristiano Ronaldo non credeva più nella Juventus”

Secondo Fabio Capello la perdita di Leo Messi e Cristiano Ronaldo ridimensionerà la Liga e la Serie A.

Capello
Nonostante i 3 anni insieme la Juventus e Ronaldo non sono riusciti a vincere la Champions League

Il trasferimento di Cristiano Ronaldo dalla Juventus al Manchester United è stato un susseguirsi di colpi di scena. Persino l’ex allenatore Fabio Capello, infatti, è rimasto spiazzato dall’intera vicenda. Ricordiamo, infatti, come ieri pomeriggio CR7 era dato da tutti come nuovo giocatore del Manchester City per poi nella notte accasarsi all’altra sponda della città inglese fra lo stupore generale.

Per l’ex c.t. dell’Inghilterra però questo è un ottimo lieto fine. Cristiano, infatti, è stato lanciato nel calcio che conta proprio dal Manchester United e di conseguenza finire la carriera lì sarebbe un po’ la chiusura di un cerchio. D’altro canto l’addio del portoghese va ad impoverire ulteriormente una Serie A che solo poche settimane fa aveva perso Romelu Lukaku.

Ad aver influito sull’addio alla Juventus le varie eliminazioni dalla Champions League

La stagione 2021/22, quindi, farà a meno dei suoi, a conti fatti, migliori giocatori della passata stagione. Un calo di fascino l’ha sicuramente avuto anche la Liga dopo l’addio di Leo Messi il quale ha lasciato il Barcellona per accasarsi al Paris Saint Germain. Capello però non si è detto preoccupato e confida nell’interesse generato post Europeo e nello spazio dato ai giovani, il quale mai come quest’anno potrebbe essere ampio.

Il motivo dell’addio di Ronaldo alla Juve, secondo l’ex allenatore, sarebbe legato alla squadra, la quale non sarebbe più a livello delle migliori d’Europa. Un pensiero che è maturato annata dopo annata nella mente del portoghese anche a causa delle premature eliminazioni dalla Champions League. Capello, infine, ha chiuso il suo pensiero ribadendo l’importanza dei fuoriclasse ma come quest’ultimi devono sempre essere supportati da una squadra di qualità altrimenti non riusciranno mai a fare la differenza da soli.