Guida asta fantacalcio 2019, i consigli per l’asta di riparazione (4/5)

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Con il gong che è suonato ieri sera s’è chiuso ufficialmente questo mercato invernale di riparazione. Un mercato che si chiude ed un altro che si riapre, stiamo parlando del mercato di riparazione del fantacalcio 2019. Tra delusioni, sorprese e nuovi arrivi andiamo ad analizzare squadra per squadra i movimenti da fare per andare a “riparare” le rose del fantacalcio.

Guida asta fantacalcio 2019, i consigli per l’asta di riparazione (4/5)

NAPOLI

Tutto sommato il campionato del Napoli offre numeri molto interessati che però sono offuscati dal soliloquio della Juventus in testa alla classifica. Alla giornata 21 si contano 15 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, un ruolino sostanzialmente rispettabile. È mancato ovviamente qualcosa soprattutto da novembre in poi quando la verve di Insigne si è offuscata e non sempre rimpiazzata da Mertens in una squadra che però sta cambiando fisionomia per adattarsi al nuovo corso con Ancelotti.

CHI HA DELUSO

In termini statistici, soprattutto se non solo, sicuramente José Maria Callejon, uno di quelli che ha fatto della continuità la sua dote migliore ha vissuto un anemia realizzativa che si è interrotta appena 2 settimane fa. La nuova posizione l’ha sicuramente allontanato dalla porta ma i pochi bonus hanno causato più di un patema ai fantallenatori che hanno puntato su di lui.

CHI HA SORPRESO

Fabian Ruiz è stata l’unica grande novità di questo Napoli e che è colui che più di tutti ha beneficiato del cambio di modulo mostrando oltre alle doti tecniche indiscutibili anche una duttilità ed intelligenza tattica tutt’altro che banali. Un rendimento positivo come può testimoniare una media voto in crescendo continuo ma anche i suoi bonus viste le 3 marcature in campionato. Un nome che è entrato con sempre più prepotenza sulle liste dei fantallenatori.

NUOVI ARRIVI

Nessun movimento, ha regnato l’immobilismo in questa fase di mercato e diversamente poteva essere. Il mercato non ha portato novità per cui si ripartirà dall’impostazione tattica vista nella prima metà di torneo con le solite rotazioni di mister Ancelotti adeguate di volta in volta all’avversario da affrontare.

Probabile formazione: Meret; Malcuit, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Callejon, Allan, Hamsik, Ruiz; Insigne, Mertens.

PARMA

Il Parma era alla ricerca di una salvezza tranquilla su cui poi costruire le basi future. La prima parte di questo torneo parla di una missione quasi compiuta, i crociati viaggiano a metà classifica con 11 punti sulla zona calda ed un rendimento positivo sia in casa che fuori potendo contare su un attacco efficace oltre che una difesa molto affidabile. Su tutti hanno brillato le stelle di Inglese e Gervinho, seppur quest’ultimo solo a sprazzi, che hanno trainato il Parma nella sua posizione in classifica.

CHI HA DELUSO

Non partiva come nome di primissimo livello, tuttavia le aspettative su Leo Stulac erano più che ottimistiche, arrivava da due buonissimo tornei col Venezia e l’assenza di un regista puro nel team di D’Aversa gli avrebbe concesso sin da subito le chance per dire la sua. Purtroppo il centrocampista ha risposto in maniera molto timida rivelandosi ancora acerbo per il massimo palcoscenico del calcio italiano. Rimandato al prossimo settembre.

CHI HA SORPRESO

Più del redivivo Gervinho, più del prolifico Inglese, consideriamo più sorprendente i 6 clean sheet raccolti dalla difesa del Parma che ha fatto perno sull’esperienza di Bruno Alves e Gagliolo e sul giovane Bastoni, partito nelle retrovie ma ora sempre più titolare del Parma. Il portiere Sepe ha anche lui detto la sua, un rendimento positivo per l’ex-Napoli ed Empoli che dopo 2 anni di inattività ha ritrovato titolarità e rendimento.

NUOVI ARRIVI

Di tante operazioni in ottica futura, l’unica con effetto imminente è quella di Kucka che torna in A dopo un periodo opaco in Turchia, andrà ad inserirsi nella casella lasciata vuota da Grassi, vittima dell’ennesimo pesante infortunio.

Probabile formazione: Sepe; Iacoponi, B.Alves, Bastoni, Gagliolo; Kucka, Scozzarella, Barillà; Gervinho, Inglese, Biabiany.

ROMA

I fasti della scorsa stagione, la semifinale di Champions, il finale di campionato in crescendo, sembrano un pallido ricordo. La Roma pare essersi smarrita, vive di improvvise fiammate ed altrettanti repentini ritorni nel buio. Gli occhi inevitabilmente sono puntati su Di Francesco, ieri eroe, oggi colpevole, di questa involuzione che però ha tanti padri.

CHI HA DELUSO

Tanti nomi, su tutti invevitabilmente Edin Dzeko, appena 4 marcature per il bosniaco che appare nella parabola discendente della carriera e che alle spalle non ha un elemento in grado di caricarsi sulle spalle la sua eredità. Anche Schick continua ad essere oggetto del mistero dei giallorossi, 2 reti ma tante, troppe chance bruciate. E poi Javier Pastore, arrivato con grandi aspettative e diventato in un tempo troppo breve una contraddizione tattica, un elemento fuori posto e mai più ricollocato nei meccanismi capitolini. Ma la lista potrebbe ancora dilungarsi…

CHI HA SORPRESO

Un nome, da illustre sconosciuto a nome sulla bocca di tutti, la straordinaria esplosione di Nicolò Zaniolo non si può tradurre solo in numeri statistici, a ben guardarli sarebbe anche poco per un giocatore offensivo contare 2 reti e 2 assist. Tuttavia nel marasma giallorosso lui è emerso con le sue qualità diventando una delle note liete di questa prima metà e che si candida ad un ruolo da protagonista nella seconda.

NUOVI ARRIVI

I dubbi che sono esplosi dopo la clamorosa debacle di Firenze hanno imposto un ulteriore riflessione in casa Roma, tuttavia non erano in programma grosse attività sebbene la rosa abbia qualche lacuna ma dovuta anche a qualche infortunio di troppo. Il 3-5-2 è stata una soluzione tampone che ha dato risultati alterni, il 4-3-3 resta il vestito migliore per questa squadra sebbene non le calzi a pennello. A quel punto Di Francesco dovrà continuare il suo lavoro di rattoppo con piccole variazioni sul tema.

Probabile formazione: Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Nzonzi, Cristante; Zaniolo, Dzeko, El Shaarawy.

SAMPDORIA

I blucerchiati continuano nel solco della continuità, nonostante vari movimenti di mercato che parevano indebolirla. Le sagge mani di Giampaolo hanno plasmato un undici solido, continuo, capace di raccogliere ottimi risultati contro avversari difficili e che ha visto la consacrazione ulteriore del talento di Quagliarella diventato trascinatore di una squadra che vuole continuare a scalare la classifica.

CHI HA DELUSO

Dopo alcune stagioni positive Jakub Jankto poteva confermare la sua crescita, invece questi primi sei mesi con la Sampdoria rappresentano una battuta d’arresto per l’ex-Udinese che non ha mai trovato una posizione chiara ed è pian piano scivolato nelle retrovie delle scelte di Giampaolo. Ora deve riscattarsi ma rimarrà una delusione per i tanti che all’asta iniziale hanno puntato qualche credito su di lui.

CHI HA SORPRESO

Un giovane emergente ed un arzillo vecchietto, attacco e difesa, due facce della stessa medaglia lucente che è la Sampdoria. Sicuramente ci si aspettavano i gol ma addirittura 16 marcature e 5 assist hanno portato Quagliarella di buon diritto nell’olimpo del top attaccanti del torneo, lasciandosi alle spalle ben più quotati nomi. Insieme a lui Audero, un nome che si poteva valutare come acquisto low-cost tra i pali, magari da alternare, e che invece ha offerto ben 8 imbattibilità, numeri di altissimo profilo, da top team.

NUOVI ARRIVI

Poche operazioni, solo per puntellare e migliorare un buon undici di partenza. Il nome che tutti aspettano è quello di Manolo Gabbiadini, tornato all’ovile dopo Napoli e Southampton, e che ha già timbrato il cartellino e si candida ad un ruolo da protagonista non solo da sparring partner di Quagliarella. L’arrivo di Sau è una risposta al triste infortunio di Caprari e quindi sarà soprattutto alternativa.

Probabile formazione: Auder; Bereszynski, Colley, Andersen, Murru; Praet, Ekdal, Linetty; Ramirez; Quagliarella, Gabbiadini.

PARTE 1/5

PARTE 2/5

PARTE 3/5

PARTE 5/5

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